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Data: 17/10/2009
INTERNET ECONOMY - Mercato ICT
Ancora ritardi e squilibri per l’Italia dell’ICT
Chi si aspettava buone indicazioni di ripresa nel 2005 deve fare i conti con i dati poco entusiasmanti del primo semestre 2005. Il paradosso italiano è costituito da un mercato privato attento e in evoluzione, e uno aziendale fermo e ristagnante.
Assinform - l’Associazione Nazionale Produttori Contenuti Tecnologie e Servizi per l’Informazione e la Comunicazione - ha reso noti i dati sull’andamento del mercato nazionale dell’informatica e telecomunicazioni relativi al primo semestre 2005. L’ICT italiano è in crescita lenta, inferiore a quella dei Paesi europei, e fa leva sul ”mobile” e sulla spesa delle famiglie per l’informatica, mentre gli investimenti delle imprese, soprattutto delle PMI, sono ancora latitanti. Questi risultati non confermano le previsioni più ottimistiche dell’Osservatorio della Società dell’Informazione, che nel giugno scorso ipotizzava scenari positivi per il futuro immediato e più a lungo termine. Le tanto attese e pronosticate possibilità di business legate all’innovazione tecnologica non sono ancora state colte dalle imprese, in primo luogo dalla piccola e media impresa, che, secondo l’Osservatorio, doveva fungere da traino nel settore.
La crescita Secondo Assinform, il mercato aggregato, nei primi sei mesi del 2005, ha toccato quota 31.464 milioni di euro, con un incremento del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2004 (quando era cresciuto del 1,8%). La parte del leone la fa ancora la componente delle telecomunicazioni: apparati, terminali e servizi per reti fissi e mobili hanno raggiunto una performance pari a 21.810 milioni di euro, crescendo del 2,9%. L’exploit maggiore (pur in leggero affanno rispetto agli anni precedenti) è quello relativo ai servizi di telefonia mobile che realizzano un +5,6%: la domanda di servizi a valore aggiunto (informazione, ma anche e soprattutto loghi, giochi, suonerie e servizi vari di intrattenimento) rimane molto alta e viene quindi pagata bene. Qualcuno gioca anche ai limiti della correttezza: le modalità di attivazione (ma soprattutto di disattivazione!) non sono sempre trasparenti: basta prendere un qualsiasi periodico per rendersi conto che la sirena del servizio esclusivo e personalizzato può attirare una buona fetta di clienti, giovani e giovanissimi in primis.
Le telecomunicazioni Per le telecomunicazioni, pertanto, si può dire che continua la crescita moderata e non sempre equilibrata: i servizi (anche per la telefonia fissa) fanno da traino come conferma la domanda di infrastrutture che rallenta fortemente la caduta (in calo dell’1,8% a fronte di un -7,2% dello stesso periodo nel 2004); discreti i cellulari (+3,1%), i cui prezzi sempre al ribasso però frenano il valore delle maggiori vendite, e contrazione invece per i terminali fissi (-1,4%); un dato interessante e promettente è quello relativo ai servizi legati alle connessioni Internet in banda larga (Adsl e fibra ottica): i 5,5 milioni di abbonati, pari a un incremento del 66% rispetto a giugno 2004, lasciano intuire che questo mercato sia ancora sulla strada dello sviluppo. Dopo le tecnologie, naturalmente, si aspettano al varco i contenuti, che cominciano ad affacciarsi cautamente, ma che hanno ancora ampi margini di crescita.
L’informatica per la famiglia Il dato relativo all’informatica rimane invece piuttosto modesto: la crescita (0,4%) già di per sé irrisoria, viene realizzata soltanto grazie alla spesa familiare che ha registrato un vero e proprio boom nel settore dei Pc di uso domestico (+40,9%). Continua invece la tendenza negativa delle imprese: la domanda rimane troppo debole, soprattutto per la PMI, dove la ricerca del ritorno immediato degli investimenti in IT non crea le premesse per un vero sviluppo di mercato. Per l’IT quindi, continua a pesare la spesa domestica con forti preoccupazioni per il futuro: fino a quando le famiglie potranno sostenere il settore? E quale ruolo hanno avuto in questi anni gli incentivi governativi al proposito?
In ritardo Nel complesso, il settore viene valutato 9654 milioni di euro, con una crescita (0,4%, come detto) molto inferiore rispetto alla media europea. Su questi dati hanno inciso anche i prezzi al ribasso dei personal computer che hanno vanificato il risultato positivo in termini di unità vendute: per trovare margini di utile, l’IT si rivale sugli accessori e sui consumabili (per esempio le cartucce per stampanti, i cui prezzi stanno lievitando costantemente da anni). Sia le famiglie che le imprese sembrano gradire maggiormente i portatili (in crescita del 38,5%) rispetto alle tradizionali postazioni fisse (in calo del 1,7%), anche per l’ormai raggiunto livello di competitività dei prezzi. In tendenza positiva anche i PC server (+15,4%) che nel mercato aziendale rappresentano ormai un aiuto indispensabile. L’incremento sostenuto potrebbe mostrare il ritardo con il quale le aziende si sono mosse nell’innovazione delle strutture.
Software e servizi La dinamica dei software e dei servizi rimane tristemente stagnante anche per il primo semestre 2005: se i programmi se la cavano con un modestissimo incremento dello 0,9%, la componente dei servizi continua a registrare cali (-0,5%). Soprattutto quest’ultimo dato desta non poche preoccupazioni: nonostante gli sforzi del Governo per sostenere le innovazioni tecnologiche nelle imprese, esse rimangono poco lungimiranti e poco interessate agli sviluppi che l’ITC può produrre in termini di competitività sul mercato internazionale. Soprattutto la piccola e media impresa rimane fredda, con una dinamica più debole rispetto ai risultati degli altri Paesi europei: investire in tecnologia significa anche investire in personale qualificato, in consulenti, in formazione ecc.. I dati di Assinform confermano che la PMI non è né economicamente né culturalmente pronta a questo passaggio, e le conseguenze di tale atteggiamento sono gravi per la crescita e la competitività del Sistema Italia. Evidentemente, le imprese che al contrario hanno capito l’importanza dell’innovazione di processo e dei servizi aziendali possono contare su un margine di vantaggio che non tarderà a manifestarsi nei prossimi anni.
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